Corriere di Chieri   25 Marzo 2016

di  Simona Oberto Naturopata/ConsulenteNutrizionista

Le vitamine sono sostanze essenziali, ovvero sostanze che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare, per questo motivo il loro apporto deve essere sempre garantito attraverso la nostra alimentazione, onde evitare stati di carenza che possono essere nocivi per l’organismo. Una loro carenza o ipervitaminosi può infatti provocare nel tempo disturbi e patologie. Servono per regolare il ricambio di sostanze come i grassi, gli zuccheri, le proteine,  proteggono organi e mucose, favoriscono la crescita e tengono lontano il rischio di alcune malattie. Le vitamine sono però molto sensibili alle caratteristiche ambientali:  alcune sono termolabili, cioè muoiono con il calore, altre sono sensibili alla luce, all’aria, all’acidità o all’alcalinità. Le principali fonti alimentari di vitamine provengono dal regno vegetale e sono la frutta e la verdura, ma anche i cibi di origine animale, come la carne, il pesce o le uova. Tuttavia al giorno d’oggi la loro assunzione attraverso la sola alimentazione sta diventando sempre più problematica a causa dell’esaurimento del suolo, impoverito di minerali, avvelenato da pesticidi, dalle falde acquifere contaminate, dalle piogge acide e dall’ inquinamento atmosferico. Condizioni che stanno provocando una riduzione del valore nutritivo degli alimenti coltivati di almeno il 50%. Da qui la necessità di integrare la nostra dieta  con integratori multivitaminici naturali e multiminerali …si perché le vitamine e i minerali non sono funzionalmente separabili. Fanno ognuno il proprio lavoro ma in sinergia. Ad  esempio la vitamina D3 è necessaria perché il corpo possa assorbire il calcio. Il rame è necessario per l’attività della vitamina C. A sua volta la vitamina C è fondamentale per l’assorbimento del ferro. E così via. Carenze di minerali possono causare carenze di vitamine, e viceversa.  La vitamina C è una delle vitamine più note, in particolare per la sua capacità di dare forza al sistema immunitario e per le sue proprietà antiossidanti. Tra le sue caratteristiche ci sono poi la capacità di facilitare l’assorbimento del ferro, aiutare la produzione di globuli rossi e la sintesi del collagene che rafforza muscoli, ossa e vasi sanguigni. Tra gli alimenti più ricchi di vitamina C ricordiamo peperoni, papaya, kiwi, broccoli, cavolfiori, timo, cavolo, senape, crescione, prezzemolo, fragole, rughetta e agrumi. Per mantenere intatte le proprietà di questa vitamina occorre consumare frutta e verdura a crudo, non conservate a lungo. Ma c’è una differenza tra le vitamine naturali e quelle sintetiche. Ad esempio l’acido ascorbico che si acquista al supermercato pensando di acquistare la vitamina C, è solo una copia chimica della vitamina C presente in natura. Il frazionato acido ascorbico chimico di sintesi non è mai cresciuto nella terra, non ha mai visto la luce del giorno, non è mai stato vivo o parte di qualsiasi cosa viva. È un elemento chimico, un derivato di amido di mais, un sottoprodotto dell’acido solforico, che in dosi elevate può diventare tossico. Mentre tutt’altro discorso è la vitamina C naturale, assunta ad esempio attraverso la pianta dell’acerola.  Nell’estratto di acerola infatti ritroviamo anche sostanze che ne modulano l’attività biologica e la biodisponibilità. Inoltre i frutti di acerola contengono altre molecole dotate di attività antiossidante come flavonoidi e vitamine (carotenoidi, B1, B2, PP), mentre l’alta concentrazione di tannini, grazie all’azione astringente, contrasta l’azione potenzialmente lassativa della vitamina C ad alte dosi. Le vitamine naturali di origine vegetale non sono tossiche perché sono riconosciute dal nostro corpo come qualcosa di assolutamente naturale e fisiologico che non innesca alcuna risposta immunitaria. Per questo motivo possiamo considerare le vitamine naturali come complessi viventi che contribuiscono al buon funzionamento di altri complessi viventi più elevati come la riparazione cellulare, la produzione di collagene, e il buon mantenimento della circolazione sanguigna. Ricordiamoci che tutto ciò che è naturale ha un suo linguaggio che riesce ad interagire con il “linguaggio cellulare”. Mentre le sostanze sintetiche in qualche modo parlano una lingua che il nostro corpo non riconosce!